Debito Pubblico Italiano in tempo reale

martedì 25 ottobre 2016

Scenari di XXI secolo (parte I)

Questo post é dedicato ai cattocomunisti di mmerda, utili idioti, portatori d'acqua al pozzo di satana, dato che
  • negano l'esistenza di una sovrappopolazione sul pianeta terra
  • negano l'esistenza di una bomba demografica africana
  • negano gli effetti nefasti del climate change
  • negano che la sovrappopolazione s'intreccerà indissolubilmente con i problemi di climate change
  • negano l'utilità per l'Africa di una rigida politica di controllo delle nascite
  • narrano la fiaba che il XXI secolo porterà pace & prosperità per il genere umano

La pianificazione strategica e l'orientamento strategico di fondo, sono discipline dell'Economia Aziendale inerenti lo scenario planning e l'OODA loop; indispensabili strumenti per poter valutare ed affrontare i rischi aziendali di lungo periodo. Tali tecniche derivano dall'ambito militare, ma possono essere estesi anche ad altri campi. Una volta padroneggiate tali tecniche, possono essere usate da chiunque, per provare ad investigare il futuro di un'azienda, di un settore, nonché il futuro di una Nazione oppure di un Continente. Questo tipo di analisi é sempre meglio farle quando ancora si possono fare, piuttosto che essere costretti a doverle fare, quando il contesto é cambiato o sta per cambiare ed ormai molte opzioni non sarebbero più percorribili. 


 Il brevissimo periodo assieme al breve periodo sono analizzabili con extrapolazioni, tuttavia per il medio e lungo periodo le tecniche quantitative non sono mai utili, per la semplice ragione che le statistiche del passato sono inerenti al passato, il mondo ed il suo contesto cambiano, le analogie sono limitative ed inaffidabili. L'unica cosa utile che offre il passato per leggere un possibile distante futuro, é la capacità di comprendere dal passato i legami logici, le relazioni e le dinamiche che si causano, durante l'impatto di un evento. 


Ad esempio: nell'1800 il carbone ed il vapore era la tecnologia che muoveva il mondo, poi dai primi del 1900 gradualmente il petrolio con i motori a combustione interna ebbero a sostituire carbone & vapore. L''Italia nel 1882 era un membro della Triplice Alleanza ma quando scoppiò la WWI nel 1914, l'Italia violò il trattato e si schierò nel 1915 con la Triplice Intesa. Nel 1900 il continente Europeo era l'area tecnologicamente più avanzata tanto da dominare il mondo con la propria industria e scoperte scientifiche, nel 1970 era il Nord America l'area della terra più tecnologicamente avanzata tanto da riuscire a spedire uomini sulla Luna.
La Kodak nel 1970s era una enorme multinazionale che produceva pellicole chimiche per macchine fotografiche, pur avendo previsto l'avvento del digitale la Kodak non riuscì a controllare il dilagare della digitalizzazione sui più svariati dispositivi (cellulari, tablet, macchine fotografiche) che decretarono la morte delle pellicole e quindi della Kodak. 

Se c'é una costante nella storia é che tutto cambia: nel mondo succedono cose e continueranno a succedere cose, il futuro non é mai uguale al passato e ragionare per analogie é errato. I tempi di cambiamento spesso possono essere anche rapidi, disegnando un nuovo contesto completamente diverso e più letale del precedente. 



 E' certo che il futuro non é noto e non é scritto, tuttavia é altrettanto certo che nel lungo periodo sono collocati eventi con alta impredicibilità ed alto impatto: in questo dominio si nascondono sia le "sorprese strategiche" quanto i cambiamenti dell'ambiente (tecnologico, economico, ambientale, politico, demografico ecc...) tali da determinare drastici modificazioni dello stato del mondo.  Gli scenari possibili sono letteralmente infiniti!, tuttavia l'indipendenza nelle condizioni delle variabili chiave, permettono di fotografare con la luce della logica i casi limite nelle angolazioni più impattanti, inferendo informazioni dal futuro dal meccanismo What/If. E' un lavoro lungo, spesso multidisciplinare, perché dallo spazio degli eventi si sintetizzano 4 scenari: uno negativo, due intermedi, uno positivo (che é anche quello preferibile) ma per fare ciò, é indispensabile valutare le variabili chiave (presenti e future), inerenti l'oggetto d'analisi posto in scenario. 



 L'OODA loop é un processo razionale di controllo: poggia tutto sull'osservazione della realtà se poi l'OODA loop é accoppiato allo scenario planning, l'OODA loop permette di comprendere l'evoluzione razionale delle dinamiche dei fenomeni, mantenendo un atteggiamento pro-attivo sui processi, comprendendo cosa fare o cosa non fare, nonché presso quale scenario emergente (o suo interstizio), s'addensano gli eventi nel contesto.


  1. https://www.researchgate.net/publication/220042263_Scenario_Planning_A_Tool_for_Strategic_Thinking 
  2. http://www.mckinsey.com/insights/strategy/the_use_and_abuse_of_scenarios 
  3. https://en.wikipedia.org/wiki/Scenario_planning https://en.wikipedia.org/wiki/OODA_loop
    Proviamo ad avventurarci quindi nel futuro, aiutandoci con queste discipline aziendali, per dipingere una pragmatica riflessione su una serie di possibili scenari futuri, del XXI secolo. Variabili chiave:
  • sovrapopolazione del pianeta Terra: non esistendo alcuna politica mondiale di controllo delle nascite, é evidente che la demografia farà il suo corso e quindi la crescita della popolazione é una variabile indipendente ed incontrollata da oggi sino al 2050.
  • climate change é causato dalla produzione massiva d’energia con carburanti fossili (dal I°,II°,III° mondo)
  • lo scioglimento degli idrati di metano in Siberia con positive feedback, é un meccanismo incontrollabile da parte dell'umanità.
  • i gas ad effetto serra già rilasciati in atmosfera, occorrono tempi lunghi per essere riassorbiti naturalmente.
  • Il fatto che nel mondo vi siano continenti in diverso stadio di sviluppo socioeconomico non é un problema, ma un’opportunità.
  • le tecniche shale oil/gas producono alte esternalità negative, nel medio e lungo periodo i costi della terra fertile, acqua dolce saliranno mentre i costi dei disastri naturali & migrazioni & guerre saranno prima o poi incorporati nel prezzo dei carburanti fossili.
  • Tecnologie di TERRA FORMAZIONE per sequestrare e stoccare i gas ad effetto serra.

Quest'ultima variabile non si ritiene che produrrà effetti significativi, in quanto per essere efficace occorrerà in ogni caso molta energia per il sequestro-conversione-stoccaggio (energia che dovrà essere prodotta in qualche modo) nonché saranno necessari ampi spazi per gli impianti d'estrazione dei gas ad effetto serra, per essere efficaci a livello planetario. Purtroppo escludendo i deserti, in ogni altro caso si ridurranno le aree di fertile terra agricola, oppure gli impianti saranno troppo costosi ed impossibili da crearsi in mare. Infatti i gas ad effetto serra non possono essere stoccati negli Oceani, dato che provocano l'acidificazione dei mari o la riduzione dell'ossigeno, per cui appare evidente che i gas ad effetto serra una volta compattati e resi non solubili, andranno rimessi sotto terra (da dove sono stati estratti secoli prima sotto forma di carbone, petrolio, gas)
FALSO RITORNO ALL'ETA' DELL'ORO La demografia fa il suo incontrollato corso, gli idrati di metano in siberia a positive feedback concorrono al climate change senza possibilità di controllo per l'umanità. Il I°,II°,III°mondo continuano a bruciare carburanti fossili grazie anche allo shale gas/oil (che nel breve periodo é un successo, ma nel lungo periodo é un insuccesso essendo una concausa del climate change per attività umane). Nessun impatto delle tecnologie per sequestro di gas ad effetto serra: il risultato é un mondo che detona come previsto nel dossier -limits to growth- 


CATASTROFE ULTRAVIOLETTA La demografia fa il suo incontrollato corso, gli idrati di metano in siberia a positive feedback non concorrono al climate change (perché il I* mondo riduce drasticamente le sue emissioni o perché gli impatti ambientali non sono tali da rendere i rilasci quantitativemente significativi rispetto ai gas ad effetto serra per cause antropiche) tuttavia il II°mondo, III°mondo non seguono gli sforzi ecologici del I°mondo, per cui le emissioni di gas ad effetto serra per cause umane crescono a livello aggregato!. I tre mondi continuano a bruciare carburanti fossili anche se lo shale gas/oil rapidamente viene messo da parte a causa delle sue esternalità negative sul acqua e terre fertili, il cui costo sale rapidamente a causa del climate change. Nessun impatto delle tecnologie per sequestro di gas ad effetto serra: il risultato é un mondo molto competitivo che detona come previsto nel dossier -limits to growth-


SURROGAZIONE INERZIALE ESPLOSIVA La demografia fa il suo incontrollato corso, gli idrati di metano in siberia a positive feedback concorrono al climate change senza possibilità di controllo per l'umanità. Il tre mondi sostituiscono ai carburanti da petrolio, i carburanti sintetizzati dal carbone, nonostante le minori emissioni il I°, II°, III° mondo ne bruciano massicciamente, facendo salire le emissioni aggregate. Lo shale gas ed oil rapidamente viene messo da parte a causa delle sue esternalità negative presso acqua e terre fertili, il cui costo (di acqua potabile e terre fertili) sale rapidamente a causa del climate change. Nessun impatto delle tecnologie per sequestro di gas ad effetto serra: il risultato é un mondo che detona come previsto nel dossier -limits to growth- 


EFFICIENTE CONDIVISIONE TECNOLOGICA DELL'AUSTERITA' Gli idrati di metano in siberia a positive feedback concorrono al climate change senza possibilità di controllo per l'umanità. I tre mondi però abbandonano rapidamente l'uso dei carburanti fossili, anzi i tre mondi migrano rapidamente all'economia del solare e dell'idrogeno: i deserti diventano molto importanti. La competizione, la supremazia,il potere sono messi da parte, domina la cooperazione amichevole di fronte alla comune minaccia globale (detonata perché non si é fatto nulla in passato e l'azione globale é implementata tardivamente o perché gli idrati di metano hanno iniziato a sciogliersi rapidamente impattando in modo massivo e vanificando le modeste riduzioni di gas ad effetto serra per cause antropiche). I brevetti ed il know how sviluppato per lo più dal I° mondo sono distribuiti gratuitamente al II° e III°mondo per non far loro usare i carburanti fossili, ma dare al II° e III° mondo un futuro di controllato sviluppo. Durante la conversione energetica i tenori di vita cadono sopratutto nel I° mondo (che ebbe da sempre alti consumi energetici pro-capite, quindi li dovrà drasticamente ridurre) mentre salgono nel II° e III° mondo (che non hanno mai avuto consumi importanti  pro-capite ma  nella riconversione energetica spetterebe loro una quota di energia che farebbe crescere i loro consumi aggregati ma non pro-capite). Inoltre in Asia si procede alla vendita di territori siberiani per agevolare le migrazioni per climate change (Iran, India, Cina, Pakistan). Se la demografia non avesse fatto il suo incontrollato corso in Africa, ma si fosse applicato nel passato una drastica politica del figlio unico, allora non ci sarebbero nemmeno le migrazioni o guerre per climate change in Africa e nel Mediterraneo.

 
N.B.
  1. I quattro scenari sono considerati equipotenti, ossia equiprobabili e devono ancora essere espansi vedi prox articolo: Scenari di XXI secolo (parte II)
  2. E' ovviamente possibile costruire anche altri scenari ponendogli negli interstizi dei quatro scenari proposti, modulando l'indipendenza delle variabili chiave in altro modo, tuttavia le differenze sarebbero minime.
  3. L'unico elemento "game changer" capace di modificare sostanzialmente gli scenari sintetizzati di cui sopra, é l'avvento d'imponenti tecnologie di terra-formazione per il sequestro e lo stoccagio dei gas ad effetto serra, in quantità tali da incidere in poco tempo sul clima della Terra, purché gli investimenti non siano troppo costosi ed i consumi energetici di tali apparati non alimentino il fenomeno del climate warming. 
  4. Tuttavia, osservando già oggi molti dati, prezzi, eventi, circostanze, l'assenza di determinati fatti, é possibile inferire razionalmente quale sia per adesso, l'attuale senso di marcia della storia.